Economia globale in ripresa

22 Gennaio 2014

Economia globale in ripresa

L’Italia ancora arranca anche nel 2014, con una crescita timida.

Crescita, inflazione e deflazione - Come abbiamo visto nei giorni scorsi esaminando i dati Ilo, l’economia globale sta vivendo una graduale ripresa, nonostante permangano i rischi a ribasso. Questa volta a sottolinearlo e il Fondo monetario internazionale, che individua i rischi nel tasso inflazionistico che risulta troppo basso soprattutto nei Paesi dell’area euro. Nell’aggiornamento del World Economic Outlook, il Fondo lancia proprio l’allarme della deflazione quale vero nemico da combattere. Secondo Christine Lagarde, si è infatti al cospetto di una sorta di ‘orco’ contro il quale l’economia globale è chiamata a resistere dal quale deve difendersi a tutti i costi se non vuole ripiombare negli anni bui della crisi. A temere la deflazione nel Vecchio Continente è soprattutto il capo economista Olivier Blanchard, che nel commentare i dati del Fondo ha affermato che “non c’è nulla di magico nel numero zero ma più bassa è l’inflazione e più alta è la deflazione, più è pericoloso per la ripresa dell’area euro”. A questo punto, al fine di evitare un simile possibile rischio, risulta opportuno mantenere accomodante l’attuale politica monetaria, oltreché proseguire con il rafforzamento dei bilanci delle banche. Sul punto, continua Blanchard, il sud Europa “continua a essere la parte dell’economia mondiale più preoccupante: prevediamo per il 2014 una crescita positiva, ma la crescita è fragile”.Verso al risalita – Il Fondo monetario internazionale ha formulato una specie di ricetta alla quale le economie del mondo possono fare riferimento. Un piano che permetterebbe una risalita arginando i menzionati rischi che potrebbero attendere dietro l’angolo l’economia globale. In sostanza il Fondo consiglia di “evitare il ritiro prematuro degli stimoli monetari all’economia, riparare i bilanci e attuare riforme strutturali”. Per il 2014 le stime di crescita globale sono state comunque riviste al ribasso, mentre rimangono sostanzialmente invariate per l’anno prossimo. Crescerà quest’anno del 3,7% il Pil mondiale, evidenziando una risalita che supera di un decimo quella prevista dalle stime preliminari diffuse a ottobre dello scorso anno. Per il 2015 la crescita prevista è del 3,9%. Ragionando per macroaree, il Fondo monetario internazionale chiarisce che nel 2014 il Pil dell’area euro crescerà dell’1% e nel 2015 dell’1,14%. Per contro, quello degli Stati Uniti d’America crescerà del 2,8% nel 2014 (+0,2 punti percentuali sulle stime di ottobre) e nel 2015 del 3,0%.

Il capitolo Italia – Il fronte italiano non lascia intendere nulla di particolarmente positivo. Per l’anno in corso, ad esempio, le previsioni di spesa sono peggiorate rispetto a quelle emesse in via preliminare. Vale a dire che se il Fmi aveva preventivato lo 0,6%, la Banca d’Italia ne ha recentemente indicato lo 0,7%, laddove i pronostici del ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni ponevano la percentuale a un punto. In sostanza, per quest’anno il nostro Pil crescerà dello 0,6% e l’anno prossimo dell’1,1%. Per concludere, dopo il -2,5% del 2012 e il -1,8% del 2013, quest’anno per l’Italia è il primo in cui ha iniziato davvero a crescere, seppur in maniera abbastanza timida.

Autore: Redazione Fiscal Focus

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