Errore sullo sgravio. Cartella nulla

31 dicembre 2013

Errore sullo sgravio. Cartella nulla

Cassazione Tributaria, sentenza del 20 dicembre 2013

La cartella di esattoriale deve essere annullata se l’Ufficio non dà prova dell’avvenuta comunicazione al contribuente dell’iscrizione a ruolo dell’imposta erroneamente sgravata. A tal fine è irrilevante la produzione in giudizio dell’elenco delle raccomandate spedite dall’Amministrazione perché occorre provare l’effettiva ricezione dell’atto.

È quanto emerge dalla sentenza 20 dicembre 2013, n. 28521, della Corte di Cassazione Quinta Sezione Tributaria.

Il caso. La Commissione Tributaria Regionale della Campania annullava la cartella per IRPEF emessa a carico del contribuente perché l’atto non riportava né il numero dell’avviso di accertamento né la data di notificazione; non vi era neppure prova della notificazione della comunicazione al contribuente del recupero delle somme erroneamente rimborsate ai sensi dell’articolo 43 del D.P.R. n. 602 del 1973. A questo punto la controversia è proseguita in Cassazione in forza del ricorso dell’Agenzia delle Entrate.

La doglianza dell’Ufficio.
L’Amministrazione, per quanto qui interessa, ha lamentato che il termine “notifica” era stato usato impropriamente dal giudice del merito, posto che l’articolo 43 del D.P.R. 602 del 1973 richiede il solo invio della comunicazione “da effettuarsi secondo un procedimento che non è soggetto alle disposizioni che disciplinano la notificazione in senso tecnico dei provvedimenti”.

Osservazioni della S.C. Ebbene, la Suprema Corte ha dato torto all’Ufficio. Ai sensi del menzionato articolo 43, ricordano gli Ermellini, l’ufficio delle imposte, “procede mediante iscrizione in ruolo speciale, non oltre il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui viene eseguito il rimborso o, se più ampio, non oltre il termine di cui al primo comma dell’articolo 43 del d.p.r. n.600/1973, al recupero delle somme erroneamente rimborsate e degli interessi eventualmente corrisposti, dandone comunicazione al contribuente”.

La norma, invero, si riferisce al recupero di somme indebitamente rimborsate, mentre nella specie si è trattato di un’iscrizione a ruolo di imposta erroneamente sgravata, tuttavia “va rilevato, dal tenore letterale della disposizione normativa invocata, che il termine ‘comunicazione’ usato, se non richiede le forme procedimentali della notificazione, presuppone, pur sempre, la natura ricettizia dell’atto con la conseguenza che l’avvenuta produzione in giudizio dell’elenco delle raccomandate spedite dall’Amministrazione, in mancanza di prova alcuna dell’effettiva ricezione dell’atto, è inidonea allo scopo”.

Condanna alle spese. Il ricorso è stato pertanto respinto, con condanna dell’Agenzia delle Entrate alla refusione delle spese di lite (1.300 euro oltre accessori di legge), in ossequio al principio della soccombenza.

Autore: Redazione Fiscal Focus

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