Imprenditori incerti anche nel 2014

31 dicembre 2013

Imprenditori incerti anche nel 2014

Confermate le stime per il 2014. Aumentano gli imprenditori convinti che non si uscirà dalla crisi prima di un anno e mezzo o due.

Ancora incertezza - Economia italiana ancora molto incerta, questo è infatti l’umore diffuso tra gli imprenditori del Belpaese. E le previsioni economiche sull’anno che verrà non sembrano smentire una simile convinzione. Tra la stima minima e quella massima, riferite all’andamento negli anni della forchetta delle previsioni sul Pil, nei riscontri per il 2014 vi è uno scarto di 2,3 punti percentuali. “E oggi, che un avvio di recupero è segnalato da tutti gli indicatori congiunturali, la forchetta è scesa sì a 1,1 punti percentuali per il 2015 ma è ben più elevata di quanto non fosse nel 2007 e nel 2008 per l’anno seguente”, sottolineano i ricercatori di viale dell’Astronomia. Il Centro studi della Confindustria ha altresì sottolineato come l’andamento della crisi e delle reazioni connesse sia ondivago, con un ‘sentiment’ al ribasso per gli imprenditori. Questi ultimi infatti, nella maggior parte dei casi, non vedono la fine della crisi prima di un anno e mezzo o addirittura di due anni.

La forbice e la crisi –
Il divario che si presenta attualmente è impressionante. Viale dell’Astronomia chiarisce che un simile stato dimostra la “divergenza di vedute sulle difficoltà del Paese e quindi sulla traiettoria che l’Italia seguirà, date le molte e contrastanti forze in gioco”. Al fine di meglio comprendere le problematiche che emergono da un simile scenario, i ricercatori del Centro studi hanno elaborato una ricostruzione della serie storica delle ‘forchette’ a partire dal 2006. In base a un tale lavoro, vien fuori che prima della crisi la forbice era stretta e con una differenza minima tra quella del periodo corrente e quella del periodo seguente. Un simile risultato dimostra che all’epoca via era la certezza che il Paese avrebbe mantenuto quei ritmi di crescita. Tuttavia la crisi ha rotto le uova nel paniere, imponendo una crescita della variabilità. Tant’è che a partire dal 2009 si è assistito al raddoppiamento della forchetta di 1,8 punti, con l’implicazione di un sopravanzo di quella per l’anno seguente. L’esito di quell’anno fu del -5,5%. In seguito la dispersione delle stime si è mantenuta in maniera stabile al di sopra del valore medio registrato nel periodo precedente la crisi. Nel 2010 e nel 2011 la dispersione è stata abbastanza costante: 1,4 punti nel gennaio del 2010 sia per il corrente sia per il seguente e 1,0 nel gennaio del 2011 per entrambe le annate. Tuttavia nel 2012 si è palesata una nuova ondata di incertezza, soprattutto in riferimento al 2013. Infatti per l’anno attualmente in corso la forbice tra la previsione migliore e quella peggiore è arrivata a 2,3 punti. In questo caso si è registrato per la prima volta un ampio divario tra le valutazioni dei previsori, che hanno oscillato tra valori fortemente positivi (+1,2%) e negativi (-1,1%), con un gap inferiore per il 2012 (1,4 punti).

Il 2013 e il 2014 – Detto ciò si è giunti al 2013, l’anno che ci accingiamo a lasciarci alle spalle. A gennaio di quest’anno le previsioni sulla dinamica del PIL nel 2013 hanno trovato una maggiore concordanza, laddove quelle sul 2014 sono ancora circondate da una forte variabilità estesa da variazioni positive a negative. A dicembre 2013 le previsioni disponibili mostrano una dispersione in decremento e all’incirca uguale sul 2014 e sul 2015: rispettivamente di 1 e 1,1 punti. Per quel che concerne la durata della crisi e la percezione degli imprenditori, invece, l’incertezza dal 2010 al 2013 ha mantenuto un andamento costante in salita.

Autore: Redazione Fiscal Focus

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>