Imprese italiane: il ‘decennio perduto’

30 dicembre 2013

Imprese italiane: il ‘decennio perduto’

Tra 2008 e 2012 bruciato l’80% di quanto conseguito nel 2000-2007.

Crescita lenta del Pil - Il nono Censimento generale dell’Industria e dei Servizi pubblicato dall’Istat ha spiegato come, negli ultimi dieci anni, la dinamica del Pil del nostro Paese abbia dimostrato una maggiore lentezza nel confronto con quella degli altri Stati dell’Unione europea. Una dinamica, quella del Pil italiano, che ha dimostrato una crescita complessiva dell’1,6% in termini reali nel periodo 2001-2012.

Il ‘decennio perduto’ – Il divario italiano è andato manifestandosi non solo nel periodo altamente critico, con lo spettro della recessione dietro l’angolo, quanto anche negli anni immediatamente precedenti a quelli della crisi. Dunque, in base al rapporto dell’istituto di statistica, il primo rallentamento si è verificato tra il 2000 e il 2007, mentre il secondo tra il 2008 e il 2012, vale a dire in piena crisi economico-finanziaria. Proprio in questa seconda fase il gap è stato molto più profondo, con una perdita dell’80% di quanto invece era stato conseguito tra il 2000 e il 2007, tant’è che più che parlare di crisi attuale possiamo ben definire gli ultimi dieci anni alla stregua di un ‘decennio perduto’.

Le percentuali – Anche il 2013, così come le annualità immediatamente precedenti, non sta mostrando un andamento sereno nel Pil, nonostante le sempre vive speranze di ripresa imminente. Nel dettaglio, vediamo che l’istituto di statistica ha sottolineato che, secondo le stime preliminari, nel terzo trimestre dell’anno in corso il Pil del nostro Paese ha mostrato una flessione di un decimo di punto in termini congiunturali, laddove la zona euro è invece cresciuta per una percentuale analoga. A mostrare leggeri segnali di ripresa è il settore industriale, purtroppo però quello dei servizi la recessione non sembra cedere. In base alle previsioni dell’istituto, si stima per il 2013 una contrazione media annua del Pil dell’1,8%, con una crescita modesta dello 0,7% nel prossimo anno.

Status delle imprese italiane – L’Istat rileva inoltre che in questi ultimi dieci anni la connotazione delle realtà imprenditoriali del nostro Paese si è sempre più orientata verso la piccola dimensione. A ben vedere, nel 2011 risultano attive circa 4,4 milioni di imprese, con 16,4 milioni di addetti; in dieci anni abbiamo avuto un aumento di 340mila imprese (+8,4%) e di circa 700mila addetti (+4,5%). Le imprese a conduzione familiare sono quelle predominante nell’intero sistema nazionale, con un socio principale che è persona fisica nel 94,8% delle imprese che impiegano 3-9 addetti (microimprese), nell’83,9% delle piccole imprese (10-49 addetti), nel 54,2% delle medie (50-249 addetti) e permane elevata (25,3%) anche nelle grandi (250 addetti e oltre). Il primo socio è invece estero al 3% per le imprese fino a 49 addetti, all’8,3% per quelle di media dimensione (50-249 addetti) e al 17,3% per le grandi. Per quel che concerne l’appartenenza a gruppi, vediamo che secondo l’Istat in questo caso è coinvolto l’11% delle imprese, con incidenze del 6,7% nelle microimprese e del 23,4% nelle piccole imprese.

Autore: Redazione Fiscal Focus

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