Italia povera e vecchia

7 gennaio 2014

Italia povera e vecchia

Famiglie sempre più povere, nascite in calo e aumento dell’età media.

Si diffonde la povertà relativa - L’Istat ha diffuso nei giorni scorsi il Rapporto sulla coesione sociale relativo al 2012. Secondo quanto emerso dalle indagini svolte dall’istituto nazionale di statistica, due anni fa il 12,7% delle famiglie residenti in Italia (+1,6 punti percentuali sul 2011) e il 15,8% degli individui (+2,2 punti) si trovava in una situazione di povertà relativa. I valori posti in evidenza risultano quelli più alti mai raggiunti da quando, nel 1997, è iniziata al serie storica.

La povertà assoluta e le famiglie
– Per quel che concerne poi la povertà assoluta, sempre alla luce delle elaborazioni effettuate dall’Istat, è emerso che questa ha colpito il 6,8% delle famiglie e l’8% degli individui. Rispetto al 2005 infatti i poveri in senso assoluto risultano raddoppiati, laddove nelle regioni dell’Italia settentrionale si è assistito a una triplicazione del dato che dal 2,5% è arrivato al 6,4%. A subire i peggioramenti maggiori sono state le famiglie numerose con figli minorenni a carico, residenti nelle regioni del Mezzogiorno. Analoga situazione è stata quella delle famiglie con membri aggregati, vale a dire quei nuclei familiari nei quali convivono diverse generazioni. Proprio tra le famiglie aggregate è relativamente povero un nucleo su tre, mentre lo è in senso assoluto uno su cinque. Tra il 2011 e il 2012 è aumentata di sei punti percentuali, arrivando al 17,1%, la stima delle famiglie con tre o più minori che risultano relativamente povere. Ponendo un focus sui minori, l’Istat rileva inoltre che uno ogni cinque appartiene a un nucleo familiare relativamente povero, mentre uno su dieci in famiglie in condizione di povertà assoluta.

Le nascite
– Stando così la situazione, il quadro delle nascite non mostra nulla di diverso o di positivo, anzi, i riscontri sono purtroppo in linea con le condizioni economiche dei nuclei familiari italiani. Le nascite, in sostanza, stanno diminuendo. Sono stati poco più di 534mila (547mila del 2011 e 562mila del 2010) i nati della popolazione residente nel corso del 2012. Il 28,3% dei bambini, più di uno su quattro, è nato fuori del matrimonio. Una percentuale che risulta essere il triplo del 10,2% registrato nel 2000. Anche il 2013 è stato un anno col segno meno davanti per quel che concerne le nascite: ci sono stati infatti 62 neonati in meno al giorno rispetto al 2012 e si tratta del risultato più basso dal 1980.

Le aspettative di vita – In Italia non si nasce né si muore. Aumentano infatti le aspettative di vita media. Nel 2011 infatti l’aspettativa di vita della popolazione italiana si attesta a 79,4 anni per gli uomini e a 84,5 per le donne (stessi valori registrati per il 2010). Rispetto a trent’anni prima gli uomini hanno guadagnato nove anni e le donne sette. Una simile situazione, congiuntamente al calo delle nascite, rende il Belpaese uno dei più vecchi al mondo. A ben vedere, alla data del primo gennaio 2012, ogni 100 giovani under 14 vi erano 148,6 persone over 65 ogni. Il rapporto continuerà a crescere perché le nascite, come abbiamo visto, diminuiscono. Nel 2050 si prevede che ci saranno 263 anziani ogni 100 giovani.

Autore: Redazione Fiscal Focus

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