Redazione del libro inventari

31 dicembre 2013

Redazione del libro inventari

Entro il prossimo 31 dicembre necessaria la redazione del libro relativo al 2012

Premessa – La scadenza per la redazione del libro inventario è fissata entro 3 mesi dal termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi: ne discende che, per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, il prossimo 31.12.2013 deve essere redatto e stampato l’inventario relativo all’anno 2012.
Libro inventari – La funzione del libro degli inventari è quella di fornire la “fotografia” della composizione e della valutazione del patrimonio aziendale al termine di un esercizio, con il fine primario di evitare occultamenti, a danno dell’Erario, dei creditori e, in generale, dei terzi, delle attività dell’impresa, in modo da non sottrarle a eventuali azioni esecutive individuali o a procedure concorsuali.

Disposizioni civilistiche - Nell’ambito delle prescrizioni del Codice civile relative alla tenuta delle scritture contabili per gli imprenditori commerciali è infatti stabilito che questi devono obbligatoriamente tenere, fra gli altri, il libro inventari, che deve essere numerato progressivamente in ogni pagina; detto documento va redatto per la prima volta alla costituzione dell’impresa (onde evidenziarne il patrimonio iniziale) e, successivamente, al termine di ogni periodo amministrativo, con trascrizione del bilancio dell’esercizio, redatto, per quanto possibile, applicando le norme dettate in tema di S.p.a. (artt. 2214 e 2217 c.c.).

Effetti fiscali - Anche agli effetti tributari è prevista l’obbligatorietà del libro degli inventari, il quale deve riportare l’elenco e la valutazione delle attività e passività dell’impresa e, nel caso di impresa individuale, altresì le attività e passività relative all’impresa distintamente da quelle appartenenti al patrimonio personale del suo titolare.

La tenuta –
Attualmente non è più prevista alcuna vidimazione iniziale e/o annuale del libro inventari (adempimento soppresso dall’art. 8, L. 383/2001), il quale deve però avere pagine numerate progressivamente per ciascuna annualità (intendendo per tale quella di riferimento dell’inventario e non quella della sua stampa su libro): onde evitare una consequenzialità illimitata della numerazione, è infatti previsto che la stessa avvenga progressivamente per esercizio di riferimento, attribuendo il n. 1, preceduto dall’anno (ad esempio, pertanto, 2011/1 per quanto concerne la prima pagina dell’inventario 2011), alla pagina che riporta le scritture riferite alle prime operazioni del periodo d’imposta (R.M. 12.3.2002, n. 85/E); nel caso di esercizio non coincidente con l’anno solare, l’anno da indicare è il primo dei due a cavallo (R.M. 22.1.2003, n. 9/E). Ciò posto, la prassi ministeriale ha affermato che la numerazione non deve necessariamente effettuarsi fin dal principio per l’intero libro e/o per tutto il periodo d’imposta, ben potendo essere eseguita nel momento stesso in cui si utilizza la pagina, quindi anche contestualmente all’effettuazione delle registrazioni.

Contenuto - Per quanto concerne il contenuto minimo obbligatorio del documento, è ravvisabile una notevole elasticità. La normativa civilistica in materia individua, infatti, in maniera piuttosto generica, gli elementi da indicare nell’inventario identificandoli, in generale, nelle attività e nelle passività dell’impresa; è la normativa fiscale che fornisce maggiori ragguagli, precisando che detti elementi patrimoniali devono essere raggruppati per categorie omogenee in quanto a natura e valore, specificando inoltre il valore attribuito a ognuno di tali gruppi: a tale ultimo riguardo, è consigliabile procedere all’esplicitazione anche del criterio adottato ai fini della valutazione, tenuto anche conto della non coincidenza fra i metodi ammessi dall’art. 2426 c.c. e quanto disposto dall’art. 110, D.P.R. 22.12.1986, n. 917.

Termine di redazione –
La scadenza per la sua redazione è fissata entro 3 mesi dal termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi: tenuto conto che, ai sensi dell’art. 2, D.P.R. 22.7.1998, n. 322, i contribuenti che esercitano attività d’impresa sono in linea di principio tenuti alla trasmissione telematica della dichiarazione dei redditi entro il 30 settembre dell’anno successivo a quello di riferimento, se soggetti passivi Irpef, ovvero entro la fine del nono mese dalla chiusura dell’esercizio, se soggetti passivi Ires, ne discende che, per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, il prossimo 31.12.2013 deve essere redatto e stampato l’inventario relativo all’anno 2012.

Autore: Redazione Fiscal Focus

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